gen 15 2012

Giu’ le mani dall’acqua!

Pubblichiamo integralmente l’appello ricevuto dal Forum dei Movimenti per l’Acqua Pubblica, invitandovi a firmarlo:

“GIU’ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!”

Firma e fai firmare

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.
Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.
A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.
Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.
I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.
Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.
Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.
Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

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Informazioni su iniziative e mobilitazioni: www.acquabenecomune.org

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gen 13 2012

Il presidente che non c’e’.

COMUNICATO STAMPA congiunto dei meetup e liste civiche locali del MoVimento 5 stelle Toscana: Presidente Rossi perchè eri assente ?

La vicenda del pirogassificatore, un piccolo inceneritore per rifiuti speciali a cui è dato un nome più estroso, che sarà installato a di Castelfranco di Sotto in provincia di Pisa, sta assumendo sempre più rilevanza nella politica regionale, alla luce anche dell’interrogazione, PDL, all’ultimo Consiglio Regionale di martedì scorso (10 Gennaio n.d.r.)
L’interrogazione chiedeva conto al Presidente Enrico Rossi di tutta quella fitta rete di intrecci tra Waste Recicling, la ditta di Castelfranco di Sotto dove verrà installato il macchinario il cui presidente è Maurizio Signorini ex Sindaco di Santa Croce, Nicla Pucci presidente della NSE di Empoli, la ditta costruttrice dell’impianto, figlia dell’ex Sindaco di Limite sull’Arno ed Agostino Fragai, assessore insieme a Rossi nella passata giunta Regionale adesso in NSE.
A dire la verità
la valenza regionale della vicenda si poteva intuire sin da quando il Presidente Rossi partecipò in persona all’inaugurazione ad Empoli insieme al Sindaco della cittadina Luciana Cappelli, della NSE, una ditta che ad oggi conta solamente sei dipendenti.
Probabilmente la presenza del Presidente in quella occasione era dovuta alla partecipazione di FIDI Toscana, la finanziaria della Regione, nel progetto della NSE, anche perché risulta difficoltoso pensare che la più alta autorità di governo della Regione presenzi alle inaugurazioni di tutte le imprese private con più di sei dipendenti.
Martedì 10 noi del MoVimento 5 Stelle Toscana eravamo presenti alla seduta del Consiglio Regionale, così come un gruppo di cittadini di Castelfranco giunti nel capoluogo per l’occasione proprio poter sentire il Governatore pronunciarsi sull’argomento.
Unico assente proprio lui, Rossi
, per altri impegni come è stato comunicato.
Il nostro dissenso si unisce così a quello dei cittadini accorsi e dei Consiglieri firmatari dell’interrogazione , all’evidente volontà da parte di Rossi di sfuggire al confronto ed al dialogo sull’argomento, poiché ci è stato detto che la risposta a tale interrogazione verrà fornita solo in maniera scritta.

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gen 11 2012

Picchi go home!

Buongiorno a tutti.
Finalmente si e’ capito per quali motivi l’assessore Picchi e’ indagato in merito allo scandalo cermec/erreerre. Associazione a delinquere finalizzata alla truffa. A questo punto ci auguriamo di vedere quanto prima le sue dimissioni da assessore, se non altro per dare prova (come finora non ha mai fatto) di senso civico. Al di la’ del giudizio penale, che sara’ dato dai giudici nelle opportune sedi e per il quale bisogna attendere, crediamo che politicamente l’assessore Picchi si sarebbe gia’ dovuto dimettere anni fa, visto che per esempio non e’ stato in grado di centrare gli obiettivi di raccolta differenziata da quando e’ assessore, salvo perorare la causa di inceneritori e discariche. E non si sarebbe nemmeno dovuto ricandidare. Il fatto e’ che l’assessore Picchi e’ uno di quei politici di carriera, uno dei rappresentanti della “casta” che il Movimento combatte fin dalla sua nascita: in politica da una vita, da sindaco ad assessore provinciale, sta facendo tutta la trafila d’obbligo per finire ad occupare un posto in parlamento. In ogni modo stia pure tranquillo: e’ facile che adesso riesca a fare il grande salto verso Roma.
Non ci risulta ad oggi che il presidente della provincia Pieroni abbia chiesto le dimissioni dell’ assessore Picchi, e dubitiamo che le chiedera’. Quindi a meno di un improvviso scatto d’orgoglio da parte del nostro eroe le cose rimarranno come sono almeno fino alle prossime elezioni provinciali (e figuriamoci se qualcuno abolira’ le province).
L’assessore si augura di poter essere ascoltato presto dagli inquirenti. Ce lo auguriamo anche noi, e ci auguriamo anche che il processo duri il meno possibile e che la verita’ sia accertata. Ma nel frattempo, caro Picchi, go home!

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gen 6 2012

Il mondo e’ tondo.

Buongiorno a tutti.
Ieri sul Tirreno c’era un articolo che parlava della nuova microcar della Piaggio, destinata al mercato del sudest asiatico e che quindi costava meno di 2000 euro. L’articolo diceva che c’e’ un’altra ditta, indiana, che si appresta a dare battaglia nello stesso settore. Praticamente una lotta al massacro, una gara a chi trova i pezzi e la manodopera a minor prezzo possibile, non importa dove e a quali costi sociali.
Il fatto e’ che il mondo e’ tondo. Pare che ormai anche la Cina non sia piu’ cosi’ “competitiva” come una volta (leggi: disposta a farsi sfruttare) e per questo molte aziende stanno ulteriormente “emigrando” in paesi ancora piu’ poveri. Alla fine ci ritroveremo ad essere NOI quelli con le condizioni di lavoro piu’ “convenienti” per lor signori. Lasciate fare a minchionne & c. e vedrete che ci si arriva.
Del resto sono ormai anni che la Piaggio sta dismettendo. D’altra parte quando non si hanno idee l’unico argomento di vendita che ci rimane e’ il prezzo. E il prezzo lo si fa sfruttando la gente e avvelenando la terra di altri (ma prima o poi gli altri siamo noi).
Il fatto e’ che la Piaggio non ha un piano industriale. E non avere un piano industriale per un’azienda di quelle dimensioni vuol dire non avere un’idea di futuro, o per lo meno non avere un’ idea di futuro QUI.
Noi ce l’abbiamo un’idea di futuro: la gente non ha bisogno di avere la macchina o lo scooter. La gente ha bisogno di spostarsi. Molte altre aziende questa cosa l’hanno capita da tempo, e si stanno attrezzando per fornire la mobilita’, non la macchina. Aziende del calibro di Mercedes, Volkswagen, Toyota, Renault si stanno attivando con progetti di mobilita’ condivisa da attuare in collaborazione con gli enti pubblici (ah, gia’, la politica…) per togliere veicoli privati dalle strade e mantenere inalterata la forza lavoro, anzi, riqualificando ad un livello superiore i dipendenti.
La Piaggio potrebbe essere perfetta per gestire la mobilita’ di molti comuni italiani, specialmente di quelli piu’ antichi urbanisticamente, nelle cui stradine potrebbero agevolmente districarsi Porter e scooter vari. Ovviamente la mobilita’ deve essere garantita anche a tutte quelle persone che magari hanno una difficolta’ temporanea o permanente dovuta a vecchiaia o malattia, ma quelle sono eccezioni. E le eccezioni quando ci sono delle buone regole si gestiscono con il buon senso.
L’importante e’ avere ben chiara la direzione dove si vuole andare. Nessuno dice che e’ tutto facile: i motori elettrici hanno ancora scarsa autonomia e tempi di ricarica elevati, i veicoli elettrici costano molto e ancora non e’ venuto fuori in tutta la sua importanza il problema dell’ impatto ambientale delle batterie. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare, visto che la benzina e’ aumentata di oltre il 20% negli ultimi 4 mesi. E secondo noi il modo migliore e’ avere un’idea di futuro.

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gen 4 2012

Si comincia bene…

Buongiorno a tutti.
Cominciamo questo nuovo anno segnalando il fatto che Domenica prossima 8 gennaio dalle ore 10,00 alla chiesa di Perignano  ci sara’ una manifestazione di solidarieta’ a Don Armando Zappolini, prete “controcorrente” che abbiamo imparato ad apprezzare in questi mesi di impegno comune su vari fronti. Nell’ occasione sara’ anche possibile firmare per la proposta di legge “L’Italia sono anch’io”.
Si puo’ pensare diversamente su tante cose, ma se una persona riceve delle minacce da un gruppo di fascisti perche’ ha difeso i diritti dei migranti, merita tutta la solidarieta’ del Movimento 5 Stelle. Per questo noi domenica ci saremo, e diremo ad Armando di tenere duro, come ha sempre fatto.
Pari diritti vuol dire anche pari doveri: riconoscere la cittadinanza dei figli nati in italia dagli immigrati, e riconoscerne il diritto di voto vuol dire formare cittadini partecipi della vita della comunita’ e combattere la ghettizzazione, perche’ se io non ho diritti e’ chiaro che mi rifugio insieme a quelli come me: chi me lo fa fare di mescolarmi con gli altri?
Sugli altri fronti abbiamo ricevuto la notizia dell’ approvazione dell’ ampliamento della discarica di Gello, dopo un mese di silenzio totale da parte della provincia, con la ciliegina sulla torta della joint venture fra Ecofor, Belvedere, NSE e Waste Recycling per progettare un altro inceneritore (a Gello?), al posto di quello naufragato l’anno scorso.
Qualcuno bisogna che ne cominci a parlare: la questione e’ tutt’altro che archiviata.
Anche sul fronte acqua pubblica la situazione non e’ delle piu’ rosee, ma a breve dovrebbe partire la campagna “Il mio voto va rispettato”, con la quale ci autoridurremo le bollette dell’ acqua dell’ importo che serviva per la rimunerazione dei capitali investiti dai gestori privati e che il referendum ha cancellato.
Alla Piaggio il PD meno elle la fa da padrone, (ricordiamo che il figlio di “papà” Colaninno e’ parlamentare del PD) e quindi fra riduzione delle pause, aumento dei turni e dei ritmi di lavoro, con la prospettiva della cancellazione del contratto nazionale per l’adozione del modello “Mirafiori”. I sindacati (con l’eccezione di qualche “mosca bianca”) ringraziano e approvano.
La partita piu’ pesante si gioca quindi ancora una volta sul fronte dei diritti e della democrazia: Meno informazione vuol dire meno democrazia, meno diritti vuol dire meno democrazia, meno possibilita’ di partecipare vuol dire meno democrazia. Svendere i beni comuni vuol dire meno democrazia, anzi NESSUNA democrazia. Sappiamo che tutti avete dei problemi, e che vi potra’ sembrare stupido l’impegno civile quando magari non ci si fa ad arrivare alla fine del mese, ma sarebbe il caso che vi fermaste un attimo a ragionare: i problemi che avete oggi sono la conseguenza dei diritti che vi sono stati tolti ieri. Pensateci su.

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dic 28 2011

Quando il gioco si fa duro.

Riceviamo dal Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti Valdera e volentieri pubblichiamo:

“La Conferenza dei Servizi, svoltasi il giorno 23 dicembre 2011, ha approvato l’impianto di pirogassificatore sperimentale di Castelfranco di Sotto.
La Conferenza dei Servizi, svoltasi il giorno 14 dicembre 2011, ha approvato l’ampliamento della discarica di Legoli.
La Conferenza dei Servizi, svoltasi il giorno 4 dicembre 2011, relativa all’ampliamento della discarica di Gello…non ci è dato di sapere che cosa abbia deciso, ma possiamo fare delle ipotesi plausibili.
Queste decisioni sono state prese nonostante il parere contrario e motivato di buona parte della popolazione, e nel caso di Castelfranco anche contro il parere delle Amministrazioni Comunali.
Gli sforzi fatti per portare all’attenzione dei vari soggetti l’evidente errore nel perseguire una gestione dei rifiuti dimostratasi fallimentare, e nel sottoporre loro le alternative etiche, economiche e industriali già operanti con successo in molte parti dell’Italia e del mondo, non hanno avuto successo.
Anzi, si moltiplicano i progetti di questo tipo: la Provincia di Pisa ha rilasciato un’autorizzazione per conferire amianto presso la discarica del Tirassegno di Cascina (già in fase di colmatazione e bonifica), e la ditta Ecofor ha “rilanciato” chiedendo di ampliare gli spazi disponibili per questa tipologia di rifiuti. Il 22 dicembre si è svolta la Conferenza dei Servizi per la verifica di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale, e anche in questo caso i cittadini sono stati tenuti fuori dalle “stanze delle decisioni”: a tutt’ora non ci è dato neppure di sapere cosa sia stato deciso.
Ma non si tratta solo di rifiuti: martedì 6 dicembre si è riunita d’urgenza, e a porte chiuse, l’assemblea dei sindaci dell’ATO2 per votare la proroga di 5 anni (dal 2021 al 2026) della concessione già ventennale della gestione del servizio idrico dei 57 comuni della nostra zona, garantendo così ai privati di Acque SpA altri anni di profitti su un bene primordiale come l’acqua.
Non è servito nè il voto di 27 milioni d’Italiani, nè la presenza di una sessantina di cittadini dell’ATO 2 a far cambiare idea ai nostri amministratori locali.
Da questi dati emerge un quadro complessivo preoccupante di dispregio della volontà popolare, e questo richiederà da parte nostra un rilancio della mobilitazione, ma anche (e purtroppo) il rafforzamento delle iniziative legali volte a contrastare queste manovre.
Anche per questo motivo, abbiamo deciso di chiudere il punto informativo di Via Roma 26 a Pontedera: in questa fase riteniamo opportuno che le nostre risorse finanziarie vengano destinate ad azioni più specifiche e concrete, piuttosto che al pagamento di un affitto in centro.
Ricordiamo che per chi volesse contribuire economicamente è possibile effettuare bonifico (di qualunque entità) sul conto di Banca Etica IBAN IT 83 S 05018 02800 000000112156 intestato a “Ass. Chiodofisso”, avendo cura di specificare la causale: “sostegno campagna gestione corretta rifiuti”

Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti Valdera

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dic 24 2011

Regali dell’ultimo minuto.

Riceviamo dal Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua e volentieri pubblichiamo, a futura memoria:
“A sei mesi dal voto referendario contro la privatizzazione dell’acqua, il Consiglio regionale della Toscana approva una legge di riforma degli Ato la cui regia è da ricercare più nei poteri economici forti e in Cispel che nella Giunta o nel Consiglio regionale.
Attraverso Cispel parlano direttamente le multinazionali dell’acqua privata presenti in Toscana che -assieme ad una potente casta, mai eletta, di burocrati di nomina politica- considerano la democrazia e la volontà degli italiani insignificante ed ignorabile.
Da sempre Acea e Suez premono perché in Toscana venga istituito un ATO unico ed un gestore unico: “se questo progetto si realizza, si tratterà di una gestione con più di 2,5 milioni di abitanti e un volume d’affari di circa 250 milioni di euro” secondo le parole di un dirigente della multinazionale francese Suez, nel mentre si accordava con Acea per truccare le gare di affidamento del servizio in Toscana (Sentenza dell’Autorità Antitrust 2007). In altre parole, un giro d’affari in grado di garantire enormi profitti a pochi su un bene di tutti.
Mentre le società di gestione toscane restano società di capitali partecipate da soggetti privati e continuano a mantenere in tariffa la remunerazione del capitale investito (quindi a distribuire dividendi agli azionisti), la Regione costituisce un ATO unico toscano dell’acqua -che vedrebbe fortemente limitata la partecipazione dei cittadini e il peso di tutti comuni e specialmente quelli di dimensioni medie e piccole- come trampolino per la creazione di un gestore unico, con al proprio interno i colossi privati Acea Spa e Suez che vedranno invece il loro peso contrattuale aumentare in proporzione. Proprio quelle multinazionali che, con il voto referendario, i cittadini toscani hanno inteso allontanare dalla gestione dell’acqua.
Al contempo si dimentica che l’acqua è una risorsa naturale fondamentale e che fra gli elementi positivi della legge Galli del 1994, ancora in vigore, vi è proprio la definizione di Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) sulla base dei bacini: il bilancio idrico (le entrate e le uscite) si fa a scala di bacino idrografico.
Infine, tutti i recenti studi scientifici mostrano come il servizio idrico integrato sia un settore nel quale, al di sopra di una certa dimensione del gestore, non si danno affatto le così dette “economie di scala”: un mega gestore regionale toscano dell’acqua non solo non produrrebbe risparmi ma anzi genererebbe notevoli “diseconomie di scala”, aggiungendo inutili costi.
Mentre con la legge di riforma degli Ato la regione sembra andare incontro ai desideri di Acea e di Suez ecco che Cispel chiede ai Sindaci toscani un atto ingiustificabile ed illegittimo: la proroga delle concessioni alle Spa privatizzate, per scongiurare la ripubblicizzazione delle prime gestioni a scadenza ravvicinata. I Sindaci dell’Ato 2 hanno già eseguito l’ordine mentre dopo 6 mesi nessun Ato Toscano ancora ha tolto dalla tariffa il 7% della remunerazione del capitale investito come obbligati dal referendum di giugno. Lo farà l’Ato unico?
1.700.000 cittadini toscani si attendevano oggi una riforma dei servizi pubblici locali in grado di attuare il risultato referendario e quindi di tracciare un chiaro percorso di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, mettendo alla porta i soggetti privati ed eliminando i profitti dall’acqua.
Quanto sta accadendo nella nostra regione, in netto contrasto con i due Sì referendari per l’acqua bene comune, apre una ferita senza precedenti nel tessuto democratico della comunità toscana, una ferita che allontana i cittadini dalle loro istituzioni, e fa crollare la fiducia dei rappresentati nei loro rappresentanti.”

Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua

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dic 21 2011

Cemento di Natale.

Buongiorno a tutti, e buon Natale.
Apprendiamo dalla stampa che l’ultimo consiglio Comunale ha dato il via libera alla lottizzazione di Via Veneto, in prossimita’ del ponte alla Navetta. Ancora non siamo riusciti a capire esattamente la zona, ma e’ logico supporre che si tratti di quell’area compresa fra la via Vittorio Veneto ad ovest, l’argine dell’ Arno a nord e la piscina comunale ad est, infatti nell’ articolo si parla di campi che ad anni alterni erano coltivati a girasoli, e infatti i campi che ci si trovano attualmente in quella zona presentano proprio quella caratteristica.
Si parla di 300 alloggi, e pare che la giustificazione per un simile intervento sia la “messa in sicurezza idraulica” del quartiere Oltrera.
Al solito, un progetto vecchio di 30 anni (come ammesso dallo stesso Sindaco) che “finalmente” vedra’ la luce.
Bene: noi speriamo che quel progetto la luce non la veda mai. Pontedera pullula letteralmente di case e fondi sfitti ed ogni settimana ne esce fuori uno nuovo. Giocarsi un altro pezzo di terreno agricolo (e di questi tempi la terra coltivabile, insieme all’acqua, e’ la sola reale ricchezza) appare una scelta politicamente irresponsabile e scellerata. Anziche’ incoraggiare l’agricoltura di prossimita’ a scopi alimentari si cede ancora una volta alle lusinghe della lobby dei palazzinari, per incamerare quei due o tre spiccioli di oneri di urbanizzazione, che fra l’altro in buona parte saranno spesi per la realizzazione di un centro sportivo (come se a Pontedera mancassero i posti dove fare sport) e che comunque sono sempre un’entrata “una tantum”, quindi per far quadrare i conti ci sara’ sempre bisogno di cementificare. Di questo passo tempo due o tre mandati di PDmenoelle (con gli amichetti dell’ italia dei Favori a reggere il sacco) tutto il territorio di Pontedera sara’ lottizzato. E poi? Chi si fara’ carico di demolire le costruzioni eccedenti per riguadagnare terra da coltivare? E con quali costi? E sara’ ancora possibile? Tutto questo non riguarda lei, caro Sindaco, vero? Ci pensera’ qualcun altro: lei fra 5 anni sara’ al calduccio ai vertici di qualche azienda partecipata, come il suo predecessore, e potra’ sempre dire “non sono stato io”.
E’ proprio vero: la buona politica guarda alle prossime generazioni, quella cattiva alle prossime elezioni. E del resto non ci si poteva aspettare niente di meglio da chi si fa vanto di riesumare dalla tomba un progetto vecchio di 30 anni (o piu’).
Naturalmente cercheremo di seguire la questione e vi terremo informati.
Buon Natale!

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dic 18 2011

Prove tecniche di dialogo.

Buongiorno a tutti.
Oggi pubblichiamo il racconto di un’operaia Piaggio, che il 12 scorso ha partecipato ad una manifestazione indetta dai sindacati a Pisa. Ci ha chiesto di rimanere anonima perche’ non vuole rischiare ritorsioni nel suo ambiente di lavoro, e noi esaudiamo il suo desiderio, anche perche’ in ogni caso non c’e’ nulla di penalmente o civilmente rilevante nel suo resoconto: solo l’esposizione dei fatti come lei li ha vissuti.
“Sono un’operaia Piaggio. Lunedi 12 ho aderito allo sciopero dei metalmeccanici indetto dalla Fiom. Siamo partiti dalla stazione di Pontedera alle 9 per essere a Pisa alle 9,30. Eravamo circa una sessantina tra dipendenti Piaggio, qualche studente e pochi Cobas. Alla stazione la prima sorpresa: 6 Cellulari della polizia carichi di poliziotti . Sicuramente aspettavano molte più persone, ma il tempo e la cassa integrazione ha fatto si che molti operai rimanessero a letto. La polizia ci ha scortato “amorevolmente” fino a piazza garibaldi. Abbiamo deciso di andare verso la prefettura dove si teneva il comizio della Cgil, Cisl e Uilm (in sciopero unitario di 3 ore) contro la manovra Monti e la polizia ci ha subito bloccati impedendoci di passare sul marciapiede lungo i lungarni. A nulla è valso cercare di forzare il cordone. hanno telefonato anche al segretario provinciale della Cgil per capire se ci dovevano lasciar passare ma questo ha detto che non dovevamo arrivare alla prefettura. A questo punto l’abbiamo presa larga e passando tra i vicoli siamo arrivati nella piazza ma la polizia ci ha accerchiato in tenuta antisommossa impedendoci di andare avanti a suon di strattoni. Sapevamo di non godere molta simpatia da parte della Cisl e della uilm, ma che anche la Cgil non volesse i suoi tesserati questo è il massimo. Volevamo portare la nostra voce in piazza. La voce degli operai che sono stanchi di pagare fino all’ultima goccia di sangue il disastro che questi governanti ci hanno accollato, la voce di chi è stanco di vedersi togliere tutti i dititti(come è successo in Fiat) e vedersi trasformare in uno schiavo. Ma nella piazza dove c’erano i VIP del sindacato, non c’era posto per accogliere la nostra voce e con la prepotenza e l’aiuto della polizia ci hanno isolato. Ci definiscano pure DISSIDENTI, noi andiamo avanti!”

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dic 13 2011

I replicanti.

Buongiorno a tutti.
Scriviamo di ritorno dal consiglio provinciale, che e’ stato convocato in via straordinaria per parlare esclusivamente del mini inceneritore proposto dalla Waste Recycling a Castelfranco di Sotto, e di come fare per venir fuori dalle sabbie mobili della legge 35, quella che di fatto esclude i cittadini da qualsiasi processo decisionale in merito alle cosiddette “opere strategiche” (autostrade, ferrovie, aeroporti, inceneritori, discariche e quant’altro “lor signori” decideranno di definire di “rilevante interesse pubblico”). Al consiglio provinciale era presente una nutrita rappresentanza degli attivisti del Comitato di Castelfranco. Non fosse stato per la delicatezza e l’importanza dell’ argomento trattato, ci sarebbe stato da buttarsi in terra dalle risate: sui 24 consiglieri presenti solo 2 si sono permessi di entrare nel merito. Gli altri si sono limitati, come dire, a generici interventi politici, come dire, sul ruolo della politica, come dire, diciamo di no all’inceneritore, ma come dire, sempre sommessamente, e come dire, con molta prudenza, perche’ come dire, se poi la regione, come dire, volesse ugualmente procedere verso l’autorizzazione, come dire, mica ci possiamo giocare la carriera.
Morale della favola: sono state presentate tre mozioni: una della maggioranza, che diceva “no all’inceneritore, ribadendo il giudizio espresso gia’ dalla Provincia nell’ Agosto scorso “, ma con nessuna motivazione di ordine tecnico o amministrativo, che quindi avrebbe spianato la strada a successive “interpretazioni” ad uso e consumo di Regione e NSE. La seconda mozione, presentata dal consigliere Corti, di Rifondazione Comunista, prevedeva non solo il no all’impianto, ma la riconsiderazione di tutto il percorso autorizzativo, a cominciare dalla determina dirigenziale che di fatto autorizzava l’impianto (la 2866 del 1° luglio 2010) andando a verificare se siano stati dovutamente presi in considerazione i pareri di Asl, Arpat ecc, e chiedendo una Valutazione d’impatto Sanitario. Insomma un “no” veramente ben motivato e fatto con cognizione di causa. La terza mozione era stata presentata dal consigliere Lucchesi (UDC), che diceva piu’ o meno le stesse cose della mozione Corti, ma in modo un po’ meno efficace. Fatto sta che le mozioni della maggioranza e del consigliere Corti sono passate, mentre quella del consigliere Lucchesi no, avendo dalla sua solo i voti dell’ opposizione.
Per fortuna la mozione Corti e’ passata, grazie alla perseveranza con la quale il consigliere ha seguito la questione fin dall’inizio, ed e’ stato anche molto bello da parte sua, alla fine della seduta, trattenersi con noi attivisti nonostante l’ora tarda e chiederci, quasi con umilta’, se fossimo soddisfatti del lavoro che aveva svolto. E’ stato veramente un bel gesto: questo vuol dire lavorare per i cittadini.
Per quanto riguarda invece i consiglieri del PD (sempre meno elle), meglio stendere un velo pietoso: sembravano fatti con lo stampino, dicevano tutti le stesse cose nello stesso modo, come se fossero stati programmati.
A proposito: se sentite qualcuno che dice tre parole e due “come dire”, domandategli per chi vota.

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