No Bike, No Sharing.
Buongiorno a tutti.
Oggi parliamo di bike sharing. A suo tempo (era poco dopo l’inizio del mandato) il sindaco si fece bello con l’iniziativa del bike sharing: biciclette condivisibili, in corrispondenza dei parcheggi scambiatori, da ritirare con una tessera prepagata e utilizzare finche’ si vuole. Una figata.
Abbiamo voluto fare un confronto con le realta’ europee che conosciamo: vediamo quello che e’ venuto fuori.
A Siviglia, Marsiglia e in molte altre citta’ europee, il bike sharing funziona cosi’: si passa la carta di credito in un apposito lettore collocato presso la postazione di ritiro della bici e si ripassa al momento della restituzione. Sulla carta viene addebitata la somma corrispondente al tempo di utilizzo. Risultato: chiunque puo’ usufruire del servizio, in qualsiasi momento e per quanto lo desidera. Basta possedere una carta di credito. Fra l’altro la carta di credito tutela anche il Comune (quindi i cittadini, visto che si tratta di un servizio pagato con soldi pubblici) con una “cauzione” temporanea di 150 euro, che permette in caso di furto o danneggiamento, di ricomprare la bici.
Vediamo come funziona a Pontedera. La prima tappa e’ l’ufficio della SIAT (societa’ privata a maggioranza pubblica) che gestisce i parcheggi e il bike sharing. L’ufficio della SIAT e’ aperto al pubblico 5 ore al giorno (4 giorni la settimana) o 2 ore e mezzo (altri 2 giorni). Non ci sono istruzioni sugli orari in altre lingue che non siano l’italiano, quindi i turisti che volessero fare questa esperienza sono avvertiti. Tantopiu’ che anche se casualmente trovassero l’ufficio aperto non troverebbero le tessere. Esatto. Per Pontedera (quasi 30.000 abitanti residenti, altrettanti pendolari al giorno) erano state ordinate SOLO 300 TESSERE, cioe’ l’ 1%, col risultato che sono finite subito e da Gennaio (almeno a quanto ha detto l’impiegato) non ce ne sono disponibili. Pare che ne siano state ordinate altre 100 (addirittura), ma non si sa quando arriveranno. Fatto sta che l’impiegato non puo’ fare altro che segnare il vostro numero di telefono su un blocco note e chiamarvi quando (e se) un giorno arriveranno.
Ciliegina sulla torta: trattandosi di una tessera prepagata, se il credito si esaurisse mentre siete distanti da una postazione di riconsegna, oppure vi siete semplicmente dimenticati di ricaricare la tessera che succede?
Certo e’ che se il bike sharing funzionasse forse le persone lascerebbero la macchina nei parcheggi scambiatori fuori Pontedera (che sono gratuiti) e non parcheggerebbero in centro (fino a 1,30 euro l’ora), e certo il Comune dalla gestione dei parcheggi ci tira su dei bei soldini. L’aria del centro, a lasciar fuori le macchine, ci guadagnerebbe. Restate sintonizzati, presto parleremo anche delle piste ciclabili.
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[...] il servizio di bike sharing fa (e prende) acqua da tutte le parti noi già l’avevamo denunciato qui ed eravamo anche andati a controllare di persona Inutile dilungarsi su ciò che si scopre ora, [...]